Biografie della Giuria Sezione A

 

Maddalena Lotter è nata a Venezia nel 1990. E’ autrice dei libri di poesia Verticale (Lietocolle&pordenonelegge, 2015), Atlante di chi non parla (Nino Aragno Editore, 2022) e Non è la fine del mondo (Mar dei Sargassi, 2025). Una sua silloge, dal titolo Questioni naturali, è stata raccolta all’interno del XIV Quaderno italiano di poesia contemporanea di Marcos y Marcos, con prefazione di Gian Mario Villalta.
E’ stata co-curatrice della collana di poesia A27 di Amos Edizioni, insieme ai poeti Sebastiano Gatto e Giovanni Turra. 

Fabio Franzin è nato nel 1963 a Milano. Vive a Motta di Livenza. 
Ha pubblicato diverse raccolte di poesia, nel suo dialetto Liventino, fra cui: Fabrica, Atelier, 2009 (Premio “Pascoli”, Premio “Baghetta”), Corpo dea realtà, Puntoacapo, 2019 (Premio “Franco Fortini”), Case, presepi e altri ritrovi, Ronzani Editore, 2024, e in uscita: Opera operaia, Marcos y Marcos, 2026 .
È considerato fra i maggiori poeti neodialettali contemporanei. 

Francesco Tomada (Udine, 1966), residente a Gorizia, insegna Biologia e Chimica nelle scuole superiori ed è poeta di frontiera, radicato in una terra di confini e ponti. I suoi versi – essenziali, materici, privi di artifizi – evocano affetti, fragilità della bellezza e peso del reale, con un rigore che Giovanni Ibello ha definito «arte della rastremazione». Tra i riconoscimenti: Beppe Manfredi per l’opera prima (2007), Città di Salò, Litorale, Baghetta, Osti, Gozzano, Percoto.
Nella sua bibliografia spiccano L’infanzia vista da qui (Sottomondo, 2005), A ogni cosa il suo nome (Le Voci della Luna, 2008), Portarsi avanti con gli addii (Raffaelli, 2014), Non si può imporre il colore a una rosa (Carteggi Letterari, 2016) e Affrontare la gioia da soli (Pordenonelegge/Samuele, 2021). Ha curato un’antologia sulla produzione letteraria della Provincia di Gorizia dal 1861 a oggi. Poesie tradotte in sloveno, inglese, spagnolo, tedesco. 

Guido Cupani Quarantaquattrenne, mancino, papà, astrofisico, poeta.
Lavora come ricercatore per l’Osservatorio astronomico di Trieste. Ha scritto Le felicità (Samuele 2011), Qualcosa di semplice sulla neve (Culturaglobale 2013) e Meno universo (Dot.com 2018). È apparso (tra gli altri) su Gradiva, Smerilliana, Nazione indiana, Atelier, Interno poesia, Poetarum silva, Versante ripido. È tradotto in inglese da Patrick Williamson (Sonata for Gaza, Routledge 2018), sloveno e rumeno. Collabora con il Porto dei Benandanti di Portogruaro e con la rivista online Perígeion.
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Luisa Gastaldo. Nata nel 1958, vive a Udine. Ha pubblicato le raccolte poetiche La culla sospesa, 2011, Della tua voce, 2013, La linea del rattoppo, 2020, Endecanuvole, 2023. È presente con sue sillogi in Quaderni del Premio di Poesia San Vito al Tagliamento, 2021, L’immaginazione, Le voci della luna, Fare Voci, Crocevia, oltre che in miscellanee e sul web. Sue poesie sono state tradotte in sloveno, tedesco e ceco, e suoi racconti sono apparsi in riviste e libri collettanei. Ha curato la mostra itinerante e l’antologia-catalogo Luciano Morandini: lo sguardo e la ragione. Mostra internazionale di libri d’artista, 2012 e Luciano Morandini. Lo scrittore, le carte, 2017. 

Gianni Montieri (Giugliano, NA, 1971), ora veneziano dopo Milano, è poeta, narratore e saggista. I suoi versi – ironici, quotidiani, venati di umorismo e malinconia – esplorano cura, imperfezione e bellezza del reale, con un ritmo che unisce Sud e Nord, calcio e affetti. Redattore di The Florence Review, scrive per Doppiozero, minima&moralia, Il Manifesto. Collabora al Festival dei Matti.
Nella sua bibliografia spiccano Futuro semplice (Lietocolle, 2010), Avremo cura (Zona, 2014), Le cose imperfette (Liberaria, 2019), Ampi margini (Liberaria, 2022). Narrativa: Non era un mostro strano (66thand2nd, 2025). Poesie in La disarmata (2014), fiabe riscritte in Di là dal bosco (2012).

Piero Simon Ostan (Portogruaro, 1979), risiede a Fossalta di Portogruaro, è poeta, animatore culturale e co-curatore del festival Notturni di Versi con il Porto dei Benandanti. I suoi versi – lirici, quotidiani, venati di precarietà e affetto – catturano il «salto del salvavita» della vita ordinaria, con ironia e intensità. Figura della generazione ’80, collabora con Pordenonelegge. Premi: Cetonaverde (2011), Antonio Delfini (2013).
Nella sua bibliografia spiccano Il salto del salvavita (Campanotto, 2006, pref. Giacomo Vit), Pieghevole per pendolare precario (Le Voci della Luna, 2011, pref. Gian Mario Villalta), Il verde che viene ad aprile (Qudulibri, 2019), È così anche il nostro stare qui (inediti). Presente in antologie e riviste. 

Patrizia Dughero, laureata al DAMS Arte di Bologna, alla scrittura poetica, tradotta in spagnolo, sloveno e tedesco, affianca quella di articoli letterari e recensioni. Inserita in svariate giurie di premi letterari, è stata capo redattrice della rivista “Le voci della Luna”. È responsabile editoriale di 24marzo Onlus, associazione attiva nel campo dei diritti umani. Dieci le sillogi poetiche pubblicate, tra tutte Le stanze del sale, Filare i versi/Presti Verze, L’ultima foglia, Camera Oscura, Alle amiche e Sensibili all’oblio. Per alcuni anni ha svolto studi sul linguaggio poetico dello Haiku, culminati in articoli, progetti didattici e nella raccolta bilingue Filare i versi con la traduzione in sloveno di Jolka Milič. Ha partecipato a cinque edizioni di LibriDiversi, per l’associazione Porto dei Benandanti di Portogruaro, con cui ha collaborato a svariati progetti, e nel 2024 ha realizzato un libro d’artista per le Darsine con il gruppo DARS (Donne Arte Ricerca e Sperimentazione) di Udine. Attualmente è redattrice e cura la rubrica “Poetiche besede” nella rivista “Isonzo Soča”, diffusa nel territorio delle due Gorizie. Nel 2012 ha fondato a Bologna con Simone Cuva la casa editrice qudulibri trasportata a Gorizia, dove ora vive.